Sabato 5 dicembre 2026 alle ore 17.00 Silvia Bigi e Serena Simoni conversano su Are you nobody, too?, il libro pubblicato da Witty Books con un testo di Elio Grazioli e una conversazione con Adam Broomberg.
Il libro nasce da una fotografia ritrovata, un ritratto sfocato e sfuggente in una grana imperfetta: si tratta dell’unica immagine di Irma, prozia dell’artista, per tutta la sua vita tenuta lontana – a causa della sua condizione mentale – dallo sguardo pubblico così come dall’ufficialità di ogni genealogia familiare. A partire dalla sua identità negata, Are you nobody, too? fa luce sui tabù che da sempre accompagnano ogni disagio psichico, con particolare riferimento alla donna, che, nel corso della storia, è stata spesso bersaglio di pratiche di addomesticamento e assoggettamento a cui la mente si è ribellata.
Con una delle prime app di deepfake, Bigi anima quel volto e restituisce a Irma la parola.
I fotogrammi estratti dal video, presentati come un flipbook, rivelano nel movimento delle labbra una frase di Zelda Fitzgerald. Accanto alle immagini corre un ipertesto composto da versi e frammenti di scrittrici e poetesse affette da disturbi psichici, tra cui Emily Dickinson, Virginia Woolf, Sylvia Plath, Alda Merini, Anne Sexton, Alejandra Pizarnik, Marina Cvetaeva e molte altre. Un algoritmo ne rimescola casualmente le frasi, che si sfilano dalle opere originali per intrecciarsi in una nuova trama. Il corpo di Irma diventa così uno spazio abitato da una moltitudine. Una dispersione del sé che si fa forza generativa attraverso l’alleanza della tecnologia. Il libro mette in discussione il confine tra ricostruzione storica e fabulazione: «la memoria, il documento, la storia», scrive Grazioli, «diventano forme generative e non archivistiche, conservative e di controllo».
Prima di diventare un libro, Are you nobody, too? ha vinto il Premio Francesco Fabbri per le arti 2022, categoria Fotografia contemporanea, ed è stato presentato a Parigi nel 2023, al Grand Palais, per il settore Curiosa a cura di Anna Planas, e a Roma nel 2025, alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea.
