Filippo Gorini pianoforte
Federico Gardella
Sonata d’altura
Franz Schubert
Sonata per pianoforte in si bemolle maggiore D 960
«La musica è innanzitutto bellezza e forza espressiva, e per me è fondamentale che raggiunga un pubblico sempre più ampio. Per questo cerco di offrire la mia presenza e la mia musica in dimensioni più articolate rispetto a un singolo concerto». Ecco, Filippo Gorini è questo: una figura di musicista e concertista del tutto nuova e diversa, rivoluzionaria forse, rispetto ai meccanismi implacabili del cosiddetto star system. A suo modo “francescana”. Pur essendo già, appena 31enne, tra i protagonisti del pianismo internazionale – tra i suoi mentori spiccano Alfred Brendel e Mitsuko Uchida – Gorini non è lanciato all’inseguimento del facile successo, ogni sera un teatro diverso, ogni giorno un aereo da prendere, ma lavora invece alla ricerca di un rapporto più profondo, e fecondo, con il pubblico e con le comunità che di volta in volta lo accolgono. Quelle che, per esempio, si susseguono in “Sonata for 7 Cities”, il progetto che ha intrapreso due anni fa, scegliendo per lunghe residenze sette metropoli del mondo – partito da Vienna, passato già da Hong Kong e Città del Capo, approderà a Milano – dove affiancare alle esibizioni più prestigiose momenti in cui confrontarsi con gli studenti, entrare nelle università, ma anche negli ospedali, nelle case di riposo o nelle carceri. Ed è questo il senso della residenza al festival, che poi è anche un ritorno alle sue radici romagnole (ramo paterno). Sempre con la necessità di andare oltre la “superficie” del fare musica, anche nella accurata scelta dei programmi: affiancando ai grandi classici le opere commissionate a compositori del nostro tempo. Per seminare il domani.
Durata:
Totale 1h 15′ senza intervallo
