Dopo la mostra Francesca Pasquali Rifugio plastico. Abitare il confine, a cura di Giorgia Salerno, presentata all’interno della programmazione di SPAZIO NEUTRO al Museo d’Arte della città di Ravenna, giunge all’Oranjeri una nuova installazione dell’artista: Rifugio plastico. Oltre il confine.
Il progetto nasce dalla collaborazione tra il MAR e l’Oranjeri, hub sperimentale rivolto alla rigenerazione della materia e all’economia circolare, che inaugura la sua programmazione con un primo appuntamento dedicato all’arte.
In continuità con la riflessione sul significato dell’abitare contemporaneo, la ricerca artistica di Francesca Pasquali si sviluppa e si rinnova nell’ambito del progetto di rigenerazione urbana dell’Oranjeri, dando vita a un nuovo dialogo tra opera, spazio e trasformazione del contesto urbano.
I due grandi bozzoli, concepiti per la precedente esposizione al MAR, trovano ora una nuova collocazione all’interno di un paesaggio industriale, instaurando un inedito dialogo con la rigidità dell’architettura e il territorio circostante. Le fibre plastiche, sottratte al ciclo produttivo, acquisiscono una nuova dimensione espressiva, confrontandosi con la trasparenza dell’edificio, che ricorda una serra urbana, e con le geometrie dello skyline industriale. Le forme sinuose dei due bozzoli, attraversate dalla luce bianca che filtra dalle ampie vetrate, definiscono un paesaggio sospeso, nel quale la leggerezza della materia plastica si confronta con la solidità dell’architettura e con la verticalità di Sempreverde, un’installazione parietale che reinterpreta le forme del mondo vegetale e che, idealmente, riemerge dal vicino fondale d’acqua per riappropriarsi degli spazi circostanti.
